CHIESA DELLA SS. TRINITA’ – BATTUTI ROSSI

CENNI STORICI E VISITA GUIDATA 

LA COSTRUZIONE DELLA CHIESA
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La chiesa, esempio di barocco piemontese, fu realizzata dall’arch. Francesco Gallo, dopo aver costruito l’adiacente ospedale.

Nel 1728 gli venne affidato l’incarico, egli presentò due diversi disegni dell’edificio, dopo averli sottoposti, a Mondovì, ad una revisione preventiva dell’arch. Filippo Juvarra, la scelta fu fatta dal Vescovo Mons. Barattà.
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I lavori iniziarono nel 1730, il 18 giugno posa della prima pietra per opera della principessa Maria di Carignano.
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Nel 1732, la Confraternita aveva esaurito tutte le finanze, si decise quindi una colletta tra i confratelli, i quali contribuirono con denaro, grano e legumi.
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Una svolta decisiva si ebbe con l’assunzione dell’impegno di ultimare l’opera da parte dell’ospedale, con la condizione che la Confraternita rimborsasse l’ospedale la metà di quanto avesse speso.
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Tra coloro che lasciarono lasciti ingenti ci furono: i Dalmasso, l’Abate Boetti, il Vicario Negri e 5 membri della famiglia Celebrini.

Verso la metà del 1733 la chiesa aveva raggiunto L’ultimo cornicione esterno e nel 1735 venne edificata l’intera cupola.

Nel 1735 si lavorò alla cupola e si progettò il campanile, terminato nel 1738.

Nel 1736 vengono scelti, sotto indicazione del Beaumont:

- il pittore Michele Antonio MILOCCO (Milochi),

- il quadraturista Giuseppe ALLAMANO,

- per le finte architetture e l’ornato i fratelli Carlo e Giovanni Pietro POZZO,

- gli stucchi del presbiterio, dell’altare maggiore e quelli laterali sono opera degli stuccatori Cipriano BELTRAMELLI e Bernardino BARELLI,

- al fossanese Luigi GAMBERA si deve il dipinto del cartiglio di facciata raffigurante la SS.  Trinità,

- i lavori da scalpellino furono affidati a Stefano MARTINO,

- la minusierie al falegname torinese Sebastiano STROPPIANA.

L’edificio fu consacrato dal vescovo Baratà nella festa della SS.Trinità il 24 maggio 1739 e da allora, per 120 anni, verrà officiato a cura della Confraternita.

La realizzazione del progetto comportò modifiche della cinta muraria e condizionò l’assetto urbano della parte sud di Fossano.

Il cantiere, con la fornace, fu situato sulla piazza, dopo aver demolito un antico forno comunale, cosi i mattoni potevano essere cotti in loco, a seconda delle necessità.

Nel 1763, quando la costruzione della chiesa era al termine, si liberò lo spazio antistante per costruire il sagrato e la piazza.

Nel 1861 si abbatterono le mura e la porta di Romanisio; venne spianato il terrapieno.

Nel 1873 fu fatta la piazza davanti la Chiesa su progetto dell’ing. Rancorelli.

In quel periodo venne pure realizzata, con materiali di riporto (discarica pubblica), l’attuale piazza Vittorio Veneto (del monumento, del cubo storto, poi “dla rusu”).

Nel 1913 la costruzione dell’ex cinema Iride.

 

L’ESTERNO.

Il complesso chiesa ospedale ridisegnò la vista della città, unendo la mole dell’ospedale con l’aspetto curvilineo della chiesa barocca.

La facciata concava ha 2 ordini di lesene laterali sovrapposti e colonne centrali.

Cornici e volute perimetrano la cartella sopra la porta, sovrastata da una finestra a forma di conchiglia.

Infine, in alto sotto il fastigio, si trova l’affresco della SS. Trinità del fossanese Luigi Gambera.

 

PiantinaChiesaS.S.TrinitàL’INTERNO

L’interno, ad una sola navata, a croce con un catino centrale, è dipinto con tonalità chiare e risulta molto luminoso.

1) Pala d’altare raffigurante la SS. Trinità di Michele Antonio Milocco 1736.

2) Pala d’altare raffigurante la Strage degli Innocenti della Bottega di Luigi Gambera.

3) Pala d’altare raffigurante il Martirio di S. Stefano 1832 di Giuseppe Bianco. Costo L.600 Rettore Cav. Carlo Bava Beccaris.

Tele del coro:     

4) SS. Trinità

5) Sacra Famiglia

6) San Paolo con la spada.

7) Simone lo Zelota con la sega (truplau).

8) San Pietro

9) Sant’Eligio

10) San Giuseppe con il Bambino.

11) Beato Oddino Barotti

A lato dell’altare maggiore:

12) Statua della SS. Trinità, in processione dagli uomini.

13) Statua della Madonna del buon Consiglio in processione per le donne.

Scultore Antonio Roasio di Mondovì 1843-1844.

Stucchi delle virtù teologali e cardinali, vergini guerriere:

14) Fede         – Calice    (Alt. sx.)  !

15) Speranza  – Ancora  (Alt.dx.)   ! teologali

16) Carità       – Fiore     (dx. av.)    !

17) Prudenza  – Anfora  (dx. dt.)    )

18) Giustizia  – Bilancia (sx. av.)    ) cardinali

19) Fortezza  -  Scudo   (sx. dt.)     )

manca la temperanza, tabù per riferimenti al sesso

 

Gli Evangelisti:

21) Matteo   – Angelo (sx. av.)

22) Luca        – Bue     (dx. dt.)

23) Giovanni – Aquila (dx. av.)

24) Marco     – Leone  (sx. dt.)

 

Busti di 10 Santi (1913-14) di Giuseppe Erbetta di Fontaneto d’Agogna (No), scultore e plasticatore che visse a Fossano tra il 1905 ed il 1941 come pensionante presso l’istituto Monsignor Signori.

25) Beato Giovenale Ancina    26) San Bonaventura(Confraternite)     27) San Filippo Neri

28) San Tommaso                     29) San Maurizio                                   30) Beato Amedeo di Savoia

31) San Giuseppe                     32) Santa Cecilia                                    33) Mosè

34) Beato Oddino Barotti

 

Affreschi: 

35) Glorificazione del Padre, con angeli.

36) Glorificazione dello Spirito Santo.

1 – 35 – 36) Glorificazione della SS. Trinità 1 Figlio in Croce 35 Spirito Santo 36 il Padre

 

Balaustre: 

37) altare maggiore: stemmi della famiglia BOETTO (bove)

38) altari laterali: stemmi della famiglia CELEBRINI

con la corona Barone Celebrini di San Martino

senza corona avvocato G. B. Celebrini

Organo della rinomata fabbrica dei fratelli CONCONE torinesi.

Sovrastato da Affreschi di strumenti musicali.

Il pavimento in pietra di Barge, viene dalla Cattedrale, sostituisce il pavimento in cotto precedente 1832.

Sopra l’altare maggiore vi era un magnifico Padiglione di pura seta in rosso chermisino (Confraternite Sac. G.B. Giaccardi)

Organo Vittino, a lato dell’altare maggiore, proveniente dalla chiesa del Gonfalone (Battuti Bianchi).

Gli arredi lignei della sacrestia sono della prima metà del 1700.

 

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